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Strumenti compensativi DSA e lingua straniera

Ultima modifica 05/02/2020


In questa intervista, la Dr.ssa Chiara Basile ci parla di strategie e strumenti compensativi che possano facilitare l'acquisizione della lingua straniera nei ragazzi con Disturbi specifici dell'apprendimento, così come dell'importanza che i docenti accettino le diagnosi DSA e utilizzino strumenti compensativi nel piano didattico. Gli strumenti compensativi sono una risorsa essenziale per gli alunni DSA e vengono usati anche per facilitare l'acquisizione di una lingua straniera con disturbi specifici dell'apprendimento, utilizzando innovazioni tecnologiche e multimedialità, come il nostro corso di francese online per DSA, basato su metodo diretto, didattica inclusiva, accessibilità e focus fonetico.


Dr.ssa Basile, come è nata l'idea di un corso specifico per l'apprendimento della lingua straniera nei ragazzi con Disturbi specifici dell'apprendimento?

Il sistema scolastico italiano oggi necessita, a causa delle numerose richieste a livello sociale, di figure professionali in grado di rispondere alle esigenze personali di ogni allievo. Per fare fronte alla problematica comune riscontrata nello studio ed apprendimento di una seconda lingua, partendo da un madrelingua italiano DSA, ecco che ci si accorge di quanto ancora oggi non si sia del tutto fatta luce su alcune tematiche, oggetto ancora oggi di discussioni e perplessità, che ho affrontato nello specifico in questo mio corso di formazione dal titolo Strategie e strumenti compensativi per l’apprendimento della lingua straniera nei DSA, a cui ho aggiunto anche un seminario gratuito.


A chi è rivolto principalmente il corso Strategie e strumenti compensativi DSA per l'apprendimento della lingua straniera nei ragazzi con Disturbi specifici dell'apprendimento?

Il corso si prefigge come obiettivo la formazione di esperti in tecniche, strategie e strumenti compensativi/dispensativi per l’apprendimento della lingua straniera da parte di alunni con bisogni educativi speciali, in particolare gli alunni dislessici. Ma è anche rivolto a docenti che si ritrovano quotidianamente in aula a doversi approcciare con le diverse problematiche e l’assenza di strumenti per aiutare i propri studenti DSA, ai genitori che non sanno come potere aiutare i propri figli DSA nello studio a casa e nello svolgimento dei compiti, a tutor e insegnanti di sostegno, a esperti del settore, ma soprattutto ai ragazzi DSA che vogliono imparare una lingua straniera.


Quali strumenti compensativi DSA e quali strategie si sente di consigliare agli studenti di lingue straniere con disturbi specifici di apprendimento?

Gli studenti DSA che intendono approcciarsi allo studio di una lingua straniera hanno a disposizione diversi strumenti compensativi e dispensativi, che possono supportarli nello studio della LS, come: la realizzazione di un quaderno compensativo, una sorta di raccoglitore che consenta di raccogliere tutte le regole in modo ordinato e strutturato, consultabile dallo studente in modo veloce che può essere costantemente arricchito e integrato con mappe, schemi, immagini. Tale strumento consente all’alunno di svolgere i compiti assegnati, in modo del tutto autonomo. A questo si affiancano i “mediatori didattici” ovvero mappe, schemi, tabelle, che possono supportare l’alunno nell’organizzazione dell’argomento da studiare a casa, pianificando anche le interrogazioni programmate dal docente e aiutandolo nel processo di apprendimento.

 

Alla luce della Sua esperienza, come valuta il rapporto tra  insegnanti e DSA?

Ho avuto modo di collaborare con diversi docenti di scuola elementare, media e superiore. Devo dire che oggi molti docenti sono altamente qualificati in tal proposito e riescono a integrare perfettamente i propri alunni che presentano disturbi di apprendimento con il resto della classe, pianificando uno studio che riesca a fare interagire tra loro gli studenti senza lasciare nessuno di loro indietro nella programmazione o con lacune, cosa che invece accadeva fino a non poco tempo fa.


Quanta strada occorre ancora perché i docenti riescano velocemente ad effettuare una diagnosi DSA?

La strada della diagnosi precoce di DSA ancora è molto lunga, ma non per questo c’è da perdere la speranza. Il docente qualificato ha a sua disposizione una serie di strumenti da utilizzare per iniziare una prima fase di analisi dei bisogni del proprio alunno, proseguendo con la realizzazione di un percorso personalizzato, mettendo in campo le necessarie strategie metodologiche per attuare una glottodidattica inclusiva. Le prove di verifica finali devono presentare il massimo grado di accessibilità a livello di forma, contenuti e modalità di svolgimento. Grazie poi a una diagnosi accurata rilasciata dal personale di competenza, il docente potrà avere un quadro più chiaro dei bisogni del proprio alunno.


Accade a volte che gli insegnanti non solo non riescano ad effettuare una diagnosi DSA, ma addirittura non accettino la diagnosi DSA, perché accade questo secondo Lei?

Purtroppo ancora non tutti i docenti hanno un’adeguata formazione in tal proposito, ci sono ancora delle perplessità e talvolta le diagnosi tardano ad arrivare perché non ci sono i giusti mezzi per capire a fondo le necessità dell’alunno. Proprio per venire incontro a tutte le necessità e cercare di creare un percorso di studi personalizzato, senza però isolare l’alunno dal resto della classe, occorre una proficua collaborazione tra scuola e famiglia, con l’ausilio di personale medico specializzato che possa aiutare a velocizzare i tempi di diagnosi.


Perché per alcuni insegnanti è così difficile accettare di consentire agli studenti di poter utilizzare gli strumenti compensativi DSA?

Mi è capitato di leggere nei vari blog online dedicati a questa tematica ma anche di raccogliere durante le mie ricerche, diverse esperienze di genitori che si trovano alle prese con alcuni insegnanti (per fortuna si tratta di una minoranza, in quanto il sistema scolastico italiano può vantare un ampio spettro di docenti altamente qualificati che svolgono il loro lavoro con passione e che hanno a cuore le problematiche dei propri studenti!) che non permettono ai propri alunni l’utilizzo degli strumenti compensativi o dispensativi durante ad esempio le verifiche in classe, le interrogazioni ma anche per i compiti a casa. Ciò spesso avviene perché c’è l’errata convinzione che questi strumenti possano in qualche modo avvantaggiare gli alunni DSA a scapito del resto della classe e che uno studente DSA in realtà sia solamente uno studente “pigro e svogliato”. Non è assolutamente così. Uno studente DSA ha delle problematiche oggettive che necessitano di essere affrontate con i giusti supporti, affinché possa raggiungere lo stesso obiettivo finale dei suoi compagni. Nello studio ed apprendimento di una lingua straniera, deve fare i conti con uno sforzo e un impegno maggiore, che può essere in qualche modo supportato da strumenti che gli consentono di studiare senza avere un ulteriore stress psicologico e di competizione con i compagni. Tutti gli studenti hanno il diritto di apprendere e avere un proprio piano glottodidattico personalizzato senza essere penalizzati.


Cosa consiglia ad uno studente DSA quando incontra un docente che non accetta la diagnosi DSA?

Il mio consiglio è quello di non arrendersi mai di fronte a chi si ostina a non volere comprendere quello che in realtà è un diritto per un DSA. L’alunno deve assolutamente parlarne con la propria famiglia, la quale deve rivolgersi al dirigente scolastico, presentando tutta la documentazione che certifica la diagnosi precedentemente rilasciata da chi di competenza e richiedere un piano glottodidattico personalizzato con l’utilizzo degli strumenti compensativi e dispensativi laddove necessario.

 

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